NEUROCOSMESI: come i cosmetici possono far comunicare pelle e cervello.

Se consideriamo che la pelle è ricchissima di innervazioni e terminazioni nervose possiamo pensare che ci possano essere cosmetici come rossetti, emulsioni, gel, etc capaci di stimolare il sistema nervoso e generare sensazioni di benessere.

La pelle è un vero e proprio organo vitale, ricco di neurotrasmettitori che permettono di inviare al cervello tutte le sensazioni percepite e di reagire agli stimoli dell’ambiente circostante.

Esiste dunque un dialogo continuo fra pelle, cervello e nervi periferici.

Il semplice rossore associato a un’emozione forte o il pallore e il sudore collegati alla paura o all’ansia rappresentano la tipica dimostrazione del legame esistente tra pelle, emozione, percezione della bellezza e salute.
E’ proprio l’epidermide che, producendo neuropeptidi, neurotrasmettitori, citochine, ormoni e neurormoni (tutti appartenenti alla famiglia dei peptidi messaggeri), consente la comunicazione multidirezionale tra pelle, cervello, sistema endocrino, sistema immunitario e organi periferici.

Questi peptidi sono l’espressione biochimica delle emozioni e svolgono un ruolo fondamentale nel mediare il dialogo esistente tra tutte le cellule del nostro corpo.

I neurocosmetici sono i nuovi composti beauty ad azione sensoriale che agiscono sul sistema nervoso cutaneo e regolano il rilascio di neurotrasmettitori preposti a produrre le endorfine del buonumore, come la serotonina e la dopamina, vitali per la bellezza della pelle, che assicurano anche l’apporto di nutrienti e il miglioramento della microcircolazione.

Tra i principi attivi utilizzati nella realizzazione di questi prodotti ci sono per esempio l’olio essenziale di pepe rosa e il papavero blu che oltre a stimolare la produzione di dopamina, decontraggono i muscoli del viso, attenuando le rughe d’espressione e facendo apparire i tratti più distesi.

E poi ci sono i peptidi, molecole di aminoacidi necessarie nella reazione tra recettori ed enzimi, utilizzati come antirughe, di cui il più noto è l’Acetilsapeptide 8 che mima gli effetti del botulino.

Ma non finisce qui, perché visti i riscontri positivi, molti sono i prossimi obiettivi di ricerca e approfondimento, che riguarderanno lo studio di tutti quei principi attivi i quali, agendo in sinergia, potranno contribuire ad una stimolazione sempre più mirata dei neurotrasmettitori epidermici, anche in associazione con la luce e i colori.

Insomma non disperate, la neurocosmetica sta lavorando per farci diventare belle mentre siamo felici e di buonumore!

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